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Industry4.0: quel futuro che (non) si fa attendere

Industry4.0: quel futuro che (non) si fa attendere
19 Settembre 2018 Anna

“La cosa migliore del futuro è che arriva solo un giorno alla volta”, diceva Abraham Lincoln.

Lento e inesorabile, magari impiegando più tempo di quanto ci si sarebbe aspettati, perché innovando i fallimenti si incontrano e bisogna anche darsi modo di ritirare su la testa. Il pregio, se vogliamo, è che arrivando un giorno alla volta il futuro ti dà anche la possibilità di “abituarti” all’idea, di avere il tempo di capire cosa ti serva per esserci ancora, un domani.

A volte, quello stesso futuro è vicino a noi più di quanto ti aspetti, non solo temporalmente, ma anche e soprattutto geograficamente: capita così un giorno che ti imbatti nella Cooperativa Edile Appennino (CEA), che di casa non sta certo nella Silicon Valley, e scopri come l’innovazione possa spesso essere una mera tematica di mindset.

CEA è una storia di sicurezza, risparmio e trasparenza verso i clienti. CEA è anche una realtà che non ha paura di cambiare e condivide il proprio viaggio di innovazione in modo aperto e sincero.

Con un fatturato di 63 M€ (2017) ed una storia alle spalle di più di 35 anni, la prima frase che si legge sul loro sito parla chiaro: “le grandi imprese resistono al tempo”, dicono. E non hanno torto.

In CEA, un’idea di come fare a stare sul mercato ce l’hanno, eccome. Ed è così chiara che quando non trovano disponibile quello che cercano, se lo sviluppano, e magari iniziano anche a proporlo al mercato. È nato così il jobsafer (storia di sicurezza dicevamo), uno strumento per garantire che le persone indossino i DPI richiesti dalla mansione che stanno svolgendo in quel momento; tracciandoli con un beacon, si rende loro disponibile un’app che oltre a fare da promemoria avvisa anche i responsabili nel caso di comportamenti sbagliati e ripetuti. I sindacati, vi chiederete? Sponsor dell’iniziativa! Perché la sicurezza è prioritaria, per tutti.

Intendiamoci, non è solo una questione di etica, ma anche e soprattutto una tematica monetaria (storia di risparmio, dicevamo). Perché per rimanere su quel mercato bisogna essere competitivi e non disperdere risorse.

CEA, però, è anche una storia di trasparenza verso i clienti, perché oggi chi mente non ha vita lunga. Per questo hanno anche pensato bene di essere tra i primi in Italia ad introdurre in pianta stabile una soluzione di smart glasses. Il servizio che offrono ai propri clienti si chiama Vision, e prevede che, tramite gli occhiali, i vari cantieri in giro per il mondo possano essere supportati da remoto (anche in modo vocale), per le operazioni più complicate. Non solo: il cliente stesso può monitorare lo stato di avanzamento dei lavori, senza muoversi dal proprio ufficio. Insomma, un sogno per chiunque abbia avuto esperienze di ristrutturazione!

Gli occhiali? Forget about Google. Un prodotto, anche quello, tutto italiano: GlassUp, start-up di Modena, li progetta (hw e sw) puntando alla leggerezza, all’ergonomia e alla facilità d’uso. Inoltre, fornisce soluzioni completamente customizzate, perché quello che funziona per me potrebbe non funzionare per gli altri.

In definitiva, le tecnologie arrivano, giorno dopo giorno. Bisogna solo capire quali sono i casi d’uso tagliati per la nostra realtà, senza aver paura di immaginare. E la prossima volta che qualcuno vi dirà che tutti parlano di industry4.0 ma nessuno sa cosa sia, beh, fategli fare un giro a Calderara di Reno (Bo).

 

Erika Vaniglia
Innovation manager industry4.0 @ GELLIFY

 

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